I NOSTRI SERVIZI PER GLI STUDI LEGALI

indagini difensive: finalizzate alla ricerca di elementi di prova da utilizzare nel contesto del processo penale, così come disciplinate dal Titolo VI bis del c.p.p.;

Caratteri generali

La nuova legge sulle indagini difensive con l’inserimento nel libro V del codice, del titolo VIbis intitolato «Investigazioni difensive»

La nuova legge sulle indagini difensive con l’inserimento nel libro V del codice, del titolo VIbis intitolato «Investigazioni difensive», prosegue il percorso del legislatore mirante a garantire un’effettiva parità tra accusa e difesa (art. 111 Cost.), soprattutto nella fase delle indagini preliminari, ove la divaricazione tra i poteri del P.M. e quelli della difesa a favore del primo era più vistosa. In particolare la nuova normativa, abrogando l’art. 38 disp. att. c.p.p. che in modo stringato regolamentava l’esercizio del diritto alla prova dei difensori, ha introdotto una disciplina organica e completa che potenzia i poteri di ricerca delle fonti di prova da parte della difesa.

Abuso di correzione

Indagini svolte dal difensore per ricercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito nelle forme

Indagini svolte dal difensore per ricercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito nelle forme e per le finalità stabilite nel titolo VI bis del codice di procedura penale

Colloqui, dichiarazioni

È ora stata prevista la possibilità per il difensore (sia dell’indagato/imputato, che dell’offeso dal reato

È ora stata prevista la possibilità per il difensore (sia dell’indagato/imputato, che dell’offeso dal reato o delle altre parti private) di avere, con persone in grado di riferire circostanze utili all’attività investigativa, un colloquio, ovvero di ricevere dichiarazioni o di assumere informazioni

INDAGINI DIFENSIVE

finalizzate alla ricerca di elementi di prova da utilizzare nel contesto del processo penale, così come disciplinate dal Titolo VI bis del c.p.p.;
attività svolte In ottemperanza alle disposizioni del TULPS e del relativo regolamento è stato emanato apposito il decreto del Ministero dell’interno del 1º dicembre 2010 n. 269,
Indagini svolte dal difensore per ricercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito nelle forme e per le finalità stabilite nel titolo VI bis del codice di procedura penale. Tale titolo, composto degli art. 391 bis-391 decies e introdotto dalla l.n. 397/2000, costituisce la principale innovazione della nuova disciplina in materia di indagini difensive. Obiettivo della riforma è offrire alla difesa una serie di strumenti processuali che le permettano di esercitare le proprie funzioni in posizione di parità con l’accusa, rispettando in tal modo il principio affermato nell’art. 111 della Costituzione. In tale ottica, il difensore, il sostituto, gli investigatori privati autorizzati o i consulenti tecnici, possono conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili rispetto ai fatti oggetto delle indagini; il difensore può chiedere i documenti in possesso della pubblica amministrazione ed estrarne copia, accedere a luoghi privati o non aperti al pubblico, previo consenso del giudice; può compiere attività investigativa preventiva, con esclusione degli atti che richiedono l’autorizzazione o l’intervento dell’autorità giudiziaria; inoltre, per la formazione del fascicolo del difensore, nel corso delle indagini preliminari o dell’udienza preliminare, quando il giudice deve adottare una decisione con l’intervento della parte privata, il difensore può presentare direttamente gli elementi di prova a favore del proprio assistito rinvenuti a seguito dell’attività investigativa.

Per dare maggiore forza all’intervento investigativo dell’avvocato l’investigatore privato lo affianca svolgendo l’indagine atipica (pedinamenti, acquisizione informazioni, registrazione di colloqui in luoghi pubblici, conversazioni informali mediante telefono, ecc…) agendo a sorpresa e con ampia libertà di forme. Può essere costretto a “camuffarsi” al fine di ricercare ed individuare fonti di prova altrimenti non reperibili; può usare quello che è definito “l’inganno buono” e che è legittimo nei limiti in cui non attenti alle libertà altrui. Le esigenze concrete possono giustificare regole di comportamento molto più libere di quelle che sono imposte all’avvocato.

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  • Violazione degli obblighi di assistenza familiare

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